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venerdì 14 febbraio 2014

I video del 2013

Unico post per vincitori e nomination, risparmiamo che c'è crisi.

Miglior video:


1) David Bowie - The Stars (Are Out Tonight) regia di Floria Sigismondi
2) Miley Cyrus - We Can't Stop regia di Diane Martel
3) Yeah Yeah Yeahs - Sacrilege regia di Megaforce
4)  Phoenix - Chloroform regia di Sofia Coppola
5)  Birdy - Wings regia di Sophie Muller

mercoledì 10 aprile 2013

In This Moment - Adrenalize

Se ci si mette ad isolare le caratteristiche principali dei videoclip delle cantanti pop quali sono gli elementi ricorrenti? I numerosi cambi d'abito e di location e la sovra-sessualizzazione, il tutto condito con una fotografia accattivante e un montaggio veloce. Tutti elementi presenti nel nuovo video degli In This Moment Adrenalize.


Non a caso il regista del video, Robert John Kley, è un fotografo di origini glamour (chissà come c'è finito a girare due video per un gruppo metal) che si è portato dietro il suo bagaglio estetico dando vita ad un videoclip decisamente interessante e inaspettatamente coerente con la canzone che mira a promuovere.
La cantante della band, Maria Brink, messa in posa come fosse Rihanna, sfoggia un outfit diverso ad ogni inquadratura, costantemente provocante, attorniata da modelli e modelle seminudi e mascherati.
Le parole chiave della canzone vengono visualizzate graficamente attraverso i principale ambienti in cui si snoda il video; se Addicted ci porta Maria incatenata in crisi d'astinenza controllata da un'infermiera dark sexy, Higher invece ce la fa vedere fumante come un brucaliffo e con Sex si scatena l'orgia di corpi lucidi avvinghiati intorno alla cantante in una sorta di dark room.
Sfruttato alla perfezione il set dell'ospedale psichiatrico abbandonato di Los Angeles “Linda Vista Hospital” che conferisce un aura di sporcizia glamour ulteriore ad arricchire il tutto.
Nonostante si utilizzino gli schemi dei video pop il risultato è perfettamente in linea con l'immaginario metal innalzandosi però dalla bruttura estetica che domina solitamente questo genere musicale.

giovedì 14 febbraio 2013

And the winners are…

E alla fine i vincitori dei p restigiosi miei personalissimi oscar dei videoclio sono:

Miglior video:


1) Bjork - Mutual Core regia di Andrew Thomas Huang
2) Get Well Soon - Roland, I Feel You regia di Philipp Kaessbohrer
3) M83 - Steve McQueen regia di Balthazar Auxietre & Sylvain Derosne

lunedì 31 dicembre 2012

I video dell'anno: le nomination!

Invece del solito classidicone dei videoclip dell'anno qesta' volta ho voluto strafare e tirare giù i miei personali oscar dei videoclip. Quindi cominciamo con le candidature e prima o poi annuncerò i vincitori a sorpresa.

Miglior video:


-Bjork - Mutual Core regia di Andrew Thomas Huang
-Die Antwoord – Baby's On Fire regia di NINJA e Terence Neale
-Get Well Soon - Roland, I Feel You regia di Philipp Kaessbohrer
-M83 - Steve McQueen regia di Balthazar Auxietre & Sylvain Derosne
-The Shoes – Time To Dance regia di Daniel Wolfe

mercoledì 27 giugno 2012

Tell me i'm your national anthem


Ormai dimenticata dagli hipster, che si sono resi conto con un po’ di ritardo che la loro nuova eroina in realtà è una diva mainstream vera e propria, Lana Del Rey abbandona l’estetica omosessuale e patinata di Yoann Lemoine per affidarsi a Anthony Mandler (collaboratore di fiducia di Rihanna) col quale tirare fuori il videoclip più bello della sua carriera.
Ok, non è volgare come speravo: nella mia fantasia una Lana vestita da soldatessa sexy in un Pakistan versione gangsta andava ad uccidere Osama bin Laden infilzandolo con una bandiera americana, ma mi accontento di vederla nei panni di Jackie Kennedy. Moglie di un presidente rapper, in un immaginario gangsta, volgare e kitsch (Lana circondata da fiori, che si struscia sulla pelle di un orso, rose che sbocciano, ecc). Il tutto incorniciato da un filtro un po’ vintage un po’ alla Instagram.
L’attentato a John F. Kennedy non è la prima volta che viene rappresentato in un videoclip e anche in questo caso il risultato è decisamente ottimo.
Più kitsch e meno fanciulla morente possono rendere Lana molto più interessante di quanto ha dimostrato fin ora.

lunedì 18 giugno 2012

Lack of payoff

Le ovvie metafore
Neanche due anni fa acclamavo l’inventiva e la genialità di Jonna Lee e del suo progetto audiovisivo iamamiwhoami, nato di punto in bianco e costruito sulla base del viral marketing che vedeva l’artista reinventarsi completamente da un punto di vista musicale.
Una serie di video affascinanti e inquietanti che, oltre a me, hanno attirato curiosi da tutto il mondo creando un meccanismo di attesa nei confronti di ogni video simile a quello che si istaura tra una puntata e l’altra di una serie tv.
Questa sorta di web serie musicale basata su una mitologia di mandragore e sirene, costruisce la sua prima “stagione” dal nome bounty con 10 videoclip (più i rispettivi prelude) intervallati da tempistiche sempre diverse e che istaurano un rapporto con il fruitore che lo invoglia ad esplorare e indagare sull’origine dei personaggi coinvolti e la storia che celano i video.

Dopo un periodo di pausa, com’era iniziato, il progetto iamamiwhoami è ripartito a pubblicare video: dopo un piccolo teaser arrivano uno dopo l’altro nove video e rispettive canzoni, però anche se il nome rimane lo stesso la saga si allontana profondamente dal bounty che aveva appassionato e creato una solida fanbase.
La simbologia legata ai numeri viene lasciata perdere e i video arrivano puntuali ogni due settimane, e risultano completamente sterili.
Da progetto visivamente stimolante (e anche coraggioso per le sue componenti sessuali ed ecologiste) si passa ai “video esibizione” svogliati tipici di molti musicisti moderni (soprattutto in Italia con Gaetano Morbioli come paladino), che ricorrono al video giusto perché serve a promuovere la canzone ma senza alcuna minima voglia di utilizzare al meglio il medium. Pigramente si cerca di riempire i tre o quattro minuti del pezzo con immagini superfule e a tratti irritanti nella loro inconcludevolezza.
Il nuovo video di iamamiwhoami
Se nei primi video del secondo ciclo, chiamato kin, si percepisce a tratti un tentativo narrativo andando avanti questo aspetto, già di persè minimo, viene presto abbandonato eliminando definitivamente ogni traccia di curiosità o aspettativa che poteva aver destato.
Boschi, tramonti, spiagge e Jonna Lee che cammina sono gli unici elementi di questi video che, nel caso migliore annoiano e in quello peggiore si rivelano ridicoli in modo imbarazzante come nel caso di goods: l’episodio conclusivo di questa “seconda stagione”, non sono altro che 5 minuti di Jonna Lee vestita come un pagliaccio che balla su sfondo nero, senza contare la sottile metafora con la stanza nera che rappresenta l'album. Booooring .
Il nulla che stride ancora di più se si pensa alla bellezza e al modo in cui l’artista aveva sfruttato le potenzialità del medium del videoclip solo qualche anno prima.
Come in un Lost musicale gli elementi di mistero e le domande createsi nel tempo vengono lasciate lì abbandonate, nessuna ricompensa prevista, il mistero è svelato senza alcuna catarsi, fatta passare come una notizia di poco conto. Solo la musica conta adesso, il resto è un accessorio superfulo che finisce con l'imbruttire.

sabato 31 dicembre 2011

2011 videoclipparo

Cliccate sull'immaginina per vedere il video:

Is Tropical
Is Tropical – The Greeks diretto da Megaforce
Bambini, violenza, anime, gangstar. Tutto.
Matta
Matta - Release The Freq diretto da Kim Holm
I cervi sono animali hipster.
Björk
Björk - Crystalline diretto da Michel Gondry
Effetti da b-movie di fantascienza anni '80 per la solita perfetta accoppiata Björk/Gondry.
Depeche Mode
Depeche Mode - Personal Jesus (The Stargate Mix) diretto da Patrick Daughters
Remix utile ma video eccellente.
Katy Perry
Katy Perry - E.T. diretto da Floria Sigismondi
Floria trasforma ancora una volta una pop star in uno dei suoi freak.
Rihanna
Rihanna - We Found Love diretto da Melina Matsoukas
La gemella hipster Rihanna protagonista di una puntata di Skins vomita stelle filanti.
Ministri
Ministri - Tutta roba nostra diretto da Fabio d’Orta
Milano attaccata dai giocattoli pucci giganti.
M83
M83 - Midnight City diretto da Fleur & Manu
Baby Misfits francesi.
Massive Attack
Lady Gaga - Born This Way diretto da Nick Knight
Lady Gaga genera una nuova specie sulle note di Bernard Herrmann.
I cani
I cani - Hipsteria diretto da Art Cock
La jetée 2.0

venerdì 31 dicembre 2010

Ultima classifica

Cliccate sull'immaginina per vedere il video:

iamamiwhoami
iamamiwhoami - b o u-1 u-2 n t y diretti da Viktor Kumlin (?)
Un modo rivoluzionario per utilizzare i videoclip sfruttando internet. La sua saga è durata un anno e mi sembrava il caso di omaggiarla per intero considerandolo come un unico grande videoclip dell'anno.
Sebastien Tellier
Sebastien Tellier - Look diretto da Petra Mrzyk e Jean-François Moriceau
Animazione minimalista e sensuale, un piano sequenza segue una camminata nelle sue evoluzioni e metamorfosi.
Arcade Fire
Arcade Fire - The Wilderness Downtown (We Used To Wait) diretto da Chris Milk
Secondo video non tradizionale della classifica. Un esperienza visiva e tecnologica coinvolgente e liberatoria.
M.I.A
M.I.A – Born Free diretto da Romain Gavras
Un vero e proprio cortometraggio, shockante e violento.
Arcade Fire
Arcade Fire - The Suburbs diretto da Spike Jonze
La vita nei sobborghi rappresentata come una prigione.
Liars
Liars - Scissor diretto da Andy Bruntel
Una favola claustrofobica.
Lady Gaga
Lady Gaga – Telephone feat. Beyoncé diretto da Jonas Akerlund
Thelma e Louise incontra Kill Bill per il sequel di Paparazzi.
Kanye West
Kanye West - Runaway diretto da Kanye West
Terzo video non convenzionale della classifica, un vero film sulla breve vita di una fenice.
Massive Attack
Massive Attack - Psyche diretto da Dougal Wilson
Fantasmagorie in città deserte.
Florence + the Machine
Florence + the Machine - Cosmic Love diretto da Tom Beard e Tabitha Denholm
Giochi di luce e fotografia veramente notevoli.

Buon anno a tutti e forse questo sarà il mio ultimo post (e resterà on-line tipo 4 ore) visto che quei simpaticoni di netsons hanno deciso di eliminare quasi tutti i servizigratuiti a meno che non si paghino 15 € l'anno o si abbiano millemila contatti al mese.

venerdì 6 agosto 2010

Candyfornia

C’era una volta il mondo dei video pop mainstream. Era un mondo semplice in cui un video si poteva limitare ad avere qualche punto essenziale; doveva conquistare il pubblico maschile eterosessuale inserendo tette e attributi femminili in punti strategici e il pubblico femminile da abbindolare con una lieve dose di conformismo o una vaga love story nel concept del video. Facile e indolore, non richiedeva sforzi eccessivi (se non economici in caso si volesse fare gli sboroni). Se una pop star voleva strafare in certi casi gli era permesso ma eventi comunque moderati, come ci ricorda Gwen Stefani che si è purtroppo persa nei territori da soap di Sophie Muller. Tuttora ci viene da domandarci come siano nate le collaborazioni bizzarre (ma bellissime) tra Christina Aguilera e Floria Sigismondi o Kylie Minogue e Michel Gondry.
Dai cancelli dell’inferno un giorno però arrivò Lady Gaga, da Paparazzi la sua immagine finì nel totale delirio visivo, sfornando un video più assurdo dell’altro. Con richiami visivi che vanno dalle foto di Erwin Olaf e David LaChapelle fino ai film di Kubrick e Tarantino.
Il successo di Gaga ha trasformato questi elementi nel nuovo standard mandando in totale panico il mondo delle pop star.
Shakira, Rihanna, Leona Lewis, Christina Aguilera, tutte divorate dalla vampira Gaga, dalla sua musica si, ma 50% anche dall’immagine (credo).
Come correre ai ripari e salvarsi da questa vampira mangia plastica? Katy Perry e il suo team ci provano così.

California Gurls
Lady Gaga e i suoi collaboratori prendono registi e fotografi di mira per i loro video? Facciamolo anche noi!
Mathew Cullen incaricato di girare il video di California Gurls in parte cavalca l’onda del popolare Alice in Wonderland di Tim Burton (o più in generale il look dei suoi film più colorati) in parte invece si rifà direttamente all’immaginario del pittore americano Will Cotton che è stato anche direttamente coinvolto come direttore artistico del video.
Il concept è semplice; l’idilliaco mondo glamour della California diventa allegoricamente un utopia di dolci e belle donne. Un mondo che può nascondere pericoli in ogni angolo a che verranno comunque superati dall’eroina della storia.
Mentre i quadri di Will Cotton però cercano di puntare sulla delicatezza e un certo realismo, il video di Mathew Cullen punta invece sul kitch sfrenato e al cattivo gusto ricercato.
Il video è riuscito e funziona, e pare che anche in classifica il singolo dia buoni frutti.
Soluzione raggiunta quindi

mercoledì 9 giugno 2010

Alejandro Fernando Roberto

Dopo il kubrickiano Bad Romance e il tarantianiano Telephone a che altro immaginario poteva mai trarre ispirazione Lady Gaga e soci per il video di Alejandro?
Alejandro
La canzone dalle sonorità europop degli ABBA avrebbe lasciato intendere che ci sarebbe stato un altro video ironico e colorato, con uno stile estivo, invece la Gaga sorprende tutti con un video algido.
Le atmosfere sembrano attingere a quel tipo di erotismo dark che caratterizza svariati film italiani che trattano il nazifascismo come Il portiere di notte, La caduta degli dei, Senso ’45 e il recente Vincere (con un po’ di Raspberry Reich di Bruce LaBruce e il Cabaret di Fosse).
Il debutto alla regia del fotografo Steven Klein (in realtà aveva già diretto diversi visual per i tour di Madonna e alcuni spot pubblicitari) ci regala una varietà di immagini bellissime, anche grazie alla fotografia di Janusz Kaminski, il direttore della fotografia di gran parte dei film di Spilberg, e da buon fotografo predilige l’uso di piani fissi e campi abbastanza ampi per dare maggiore spazio alla spettacolarità delle immagini risultando poco videoclipparo per i canoni dei video musicali mainstream e dando invece un aspetto decisamente più compatto e cinematografico.
La Lady Gaga in veste di dittatrice a capo di un esercito gay, suora fetish, crocerossina e donna dominatrice ma per quanto spettacolari (ma decisamente sobri visti i suoi precedenti) possano essere le scene che la ritraggono non compensano le grosse lacune dal punto di vista narrativo e la mancanza di una trama si fa notevolmente sentire.
Leggendo i suoi vari commenti, che hanno preceduto l’uscita del video, si può capire che si erge contro al Don't ask, don't tell, alla posizione della chiesa sull’omosessualità, ma visto come prodotto indipendente il suo impianto narrativo risulta troppo confuso.
Sempre sia ancora possibile considerarlo un prodotto a se stante, perché ormai i video di Lady Gaga diventano sempre più simili a film sia da un punto di vista visivo che per quello che ci ruota intorno con i vari trailer e marketing vario.
La parte che trovo più interessante del video è probabilmente il finale, con la pop star che si lascia spogliare e travolgere, l’icona che viene cannibalizzata dal suo pubblico.
Il paragone con Vogue di Madonna che circolava con la diffusione dei primi teaser del video, può essere inadeguato dal punto di vista visuale, ma forse a livello concettuale sono sullo stesso piano in quanto entrambi si schierano apertamente verso un certo tipo di pubblico, pur non essendo artisti “tematici”, utilizzando stilemi ed elementi radicati in quella determinata cultura. Quello che forse richiama maggiormente Madonna è proprio lo stile di Klein (con la sua tipica palette di colori e l’uso di location minimali) che ha fortemente influenzato l’immagine della cantante nel suo ultimo periodo.
Un video glaciale a rinfrescare il panorama delle canzoni estive attendendo il prossimo video di Gaga.

giovedì 31 dicembre 2009

Ultima classifica, buona notte a tutti.

Quando ho più tempo e voglia metto i link a ogni immagine:

Bat For Lashes
Bat For Lashes - Daniel diretto da Johan Renck
"Scappaaaaa!"
Charlotte Gainsbourg
Charlotte Gainsbourg feat. Beck - Heaven Can Wait diretto da Keith Schofield
"Deliri vari"
Depeche Mode
Depeche Mode - Wrong diretto da Patrick Daughters
"Premio claustrofobia dell'anno"
Lady Gaga
Lady Gaga - Bad Romance diretto da Francis Lawrence
"Korova Gaga Bar"
Bloc Party
Yeah Yeah Yeahs - Heads Will Roll diretto da Richard Ayoade
"Tagliategli la testa!"
MGMT
MGMT - Kids diretto da Ray Tintori
"Nel paese dei mostri selvaggi"
Fever Ray
Fever Ray - When I Grow Up diretto da Martin De Thurah
"Allucenogeni"
Le luci della centrale elettrica
Le luci della centrale elettrica - La lotta armata al bar diretto da Michele Bernardi & Davide Toffolo
"Perchè siamo egocentrici come i gatti scappati dai condomini"
Rammstein
Rammstein - Pussy diretto da Jonas Akerlund
"Gattini"
Tiga
Tiga - Shoes diretto da AlexandLiane
"Belle scarpe"

giovedì 12 novembre 2009

Che occhi grandi che hai

Lady Gaga + Francis Lawrence = Il video più figo el momento.
Bad Romance
No, cioè parliamone. Una cosa del genere mi spinge addirittura a riesumare il cadavere del mio blog!
Pensavo che Lady Gaga avesse raggiunto l’apice col video di Paparazzi, invece questo Bad Romance ha tutte le carte in regola per superarlo. È incredibile come questa donna sia talmente pacchianeria da fare il giro completo e diventante geniale.
Atmosfere asettiche e da servizio di moda patinato, Lady Gaga e soci come vampiri i bare tecnologiche che si aprono col calare del sole. La Germanotta che si trasforma in un manga vivente “torturata” e costretta a fare la cyber prostituta che mette all’asta il proprio corpo per un gruppo di bevitori di vodka (tremendo product placement anche evitabile, quelli per la Apple e per i piccì sono nettamente meno invadenti) fino al finale fiammeggiante.
Una serie di costumi tra il pacchiano e il geniale; le regine bianca e nera e soprattutto la vestaglia con l’orso polare come strascico.
Francis Lawrence fa un lavorone, mettendo un po’ da parte i suoi aspetti tipici (campi lunghi, panoramiche, molta CGI, ecc.) per lasciare che il Gaga Style prenda il sopravvento, “limitandosi” a fare un lavoro quasi Kubrickiano con le scenografie bianche e luminose che rimandano a 2001: Odissea nello spazio o alla carrellata iniziale che riprende quella nel Korova milkbar di Arancia Meccanica.
Ancora, daccene ancora.

martedì 28 luglio 2009

Summertime

Visto che di solito parlo sempre male dei video italiani per l'occasione due lodi a due video "tormentoni estivi" dell'anno; Vedo In Te di Airys e Per dimenticare degli Zero Assoluto.
Vedo In Te
Così come mette in luce in modo intelligente anche un commentatore di youtube questo video risulta originale per via del piatto panorama dei videoclip italiani contraddistinti dalla totale mancanza di aspirazione (e ispirazione) e dell’intento unico di fare da “vetrina” al brano come dimostrano alla perfezione i banali, scialbi e ripetitivi video di Gaetano Morbioli.
Ma non credo che il solo pregio del video di Airys (progetto “sperimentale” di Syria) sia quello. Romana Meggiolaro riesce a creare un prodotto che si, da un lato non si adagia hai canoni ripetitivi che vanno di moda tra i video italiani (niente viraggio sul giallo, niente tentativi narrativi, ecc.) ma dall’altro si dimostra un gioco divertente che riesce a cogliere certi lati della canzone meglio di quanto potrebbe fare un video che si limita ad illustrare per immagini il testo del brano.
In particolare è proprio il lato ipnotico e accattivante della canzone a venir messo in evidenza, il movimento rotatorio della macchina da presa in una sorta di finta panoramica a 360° che segue la lotta di cibo che ci tiene attaccati allo schermo senza aver bisogno di storie particolari.
Dal punto di vista estetico si dimostra ancora più interessante, la scelta dei “modelli” che strizza l’occhio ad un certo tipo di indie non si limita a prendere belli canonici (questa è una scelta frequente dei video della casa di produzione The Mob), come ho già detto sopra anche la fotografia non si limita alla patinatura da spot della danacol e al banale viraggio in seppia cercando invece di dare in effetto particolare e “fresco” con un settaggio di colori assolutamente avanguardistico per il panorama italiano (ad opera di Marco Bassano, che è anche l’autore dell’interessante fotografia di Fuori e buio di Tiziano Ferro).
zero-assoluto.jpg
Sempre della The Mob, e per certi versi simile, il video che Cosimo Alemà ha realizzato per gli Zero Assoluto, Per dimenticare. Il regista qui ci tira fuori un confetto, un video accattivante e costruito in maniera impeccabile senza però risultare freddo e bello fine a se stesso. In una sorta di quasi piano sequenza che ci fa seguire la parte narrativa del video, un video in cui finalmente ci si rende conto che in 3 minuti si devono raccontare storie semplici dotate di un inizio e di una fine senza necessariamente dover strafare.
Ci sono anche i ballerini in stacchetti “musical” che non risultano fuori luogo. Cosa si può volere di più?

sabato 2 maggio 2009

I am spellbound

C’è da chiedersi perché un gruppo famoso e ormai consolidato a livello mondiale come i lacuna coil si sia ritrovato a girare un video in Italia per Spellbound.


In questo caso, a differenza della mega critica al video di Giusy Ferreri, c’è da dire che il regista Saku è decisamente meglio di Gaetano Morbioli (ok, non è che ci voglia molto), in passato ha realizzato dei video interessanti (So Different per The Niro) ma sfortunatamente in questo caso si porta dietro quasi tutti i difetti tipici dei video italiani.
A sua discolpa possiamo pensare che la Century Media da un lato abbia imposto certi paletti; guardando i vari video delle band prodotte da tale casa discografica si noterà che certi aspetti vengono spesso ripetuti, dall’altra parte sembrano quasi inevitabili certi tipi di inquadrature destinate a Cristina sempre “usata” come una sirena pronta ad attirare giovani metallari un po’ come Vile Vallo mezzo nudo nei video degli HIM ha il compito di attirare giovani pulzelle.
Se però i precedenti registi che hanno lavorato con la band sono riusciti a destreggiarsi tra i paletti e sono riusciti a portare a termine video piuttosto riusciti (a volte più tipo Kal Karman) in questo caso invece ci si accortoccia su se stessi senza uscirne vivi.
Il video presenta i tipici difetti dei video italiani; l’incapacità di gestire una “narratività”, il mettere immagini quasi a caso in modo piuttosto inconcludente con vaga attinenza alla canzone e un fine ultimo di utilizzare il video solo come vetrina per il brano e l’artista senza aspirare a qualcosa di più. Ci troviamo a vedere attori che interpretano vari personaggi senza una logica precisa, privati di una componente narrativa non raccontano nulla, non si evolvono e anche con la spiegazione ufficiale (mostrare vari aspetti dell’essere sotto l’incantesimo di qualcosa) continua ad essere di difficile comprensione.
Di positivo c’è la fotografia “brillante” di Patrizio Saccò (molto simile ad un altro video a cui ha lavorato ossia Sogni risplendono dei Linea 77 e Tiziano Ferro) e certi interessantissimi movimenti ed usi della macchina da presa piuttosto insoliti nel panorama italiano.
Insomma un video italiano girato in stile americano ma non del tutto riuscito, chissà che in futuro i Lacuna non si decidano a scegliersi registi più datatti a loro (Lisa Mann, io tifo per Lisa Mann).

mercoledì 4 febbraio 2009

A novembre 30 giorni con april giugno e settembre di 28 tu lo sai che ce n’è uno tutti gli altri, amore, ne hanno 31

Gaetano Morbioli, insieme a Marco Salom e Cosimo Alemà, è uno dei più prolifici registi di video italiani ma a differenza dei suoi due, onnipresenti, colleghi, che nonostante tutto dimostrano di saper tranquillamente spaziare tra la mediocrità suprema a delle ideuccie intelligenti (soprattutto il secondo), lui sforna regolarmente robette sconclusionate e, diciamolo, brutte. Come il recente video Stai fermo lì di Giusy Ferreri.


Partiamo col dire da subito che a me Giusy Ferreri non dispiace affatto, non ho pregiudizi nei confronti di X-Factor (eddai su c’è Morgan che si sputtana pubblicamente, una vecchia che bestemmia, Simona Ventura con i capelli fluorescenti e quest’anno tre ometti che fanno casino. Come si può trattare male un programma simile?) e Stai fermo lì è anche una delle canzoni che mi piace di più dell’album (basta dire al mio cervello di dimenticare che è stata scritta da Tiziano Ferro) quindi da una parte non si può dire che stia parlando male del video per motivi di pregiudizi e d’altra parte mi veniva naturale aspettarmi un pochino di più da esso.
I precedenti due video di Giusy diretti dal sopraccitato Alemà nonostante non fossero capolavori tutto sommato erano prodotti apprezzabili partivano con la loro ideuccia, la loro fotografia, il loro “stile” e lo portavano avanti fino alla fine.
Cosa che nel video di Morbioli non succede minimamente. Il video inizia con un certo tipo di fotografia, un tipo di movimenti di macchina e un concept “distruggiamo tutto” alla Since U Been Gone di Kelly Clarkson e ci andava anche bene, anzi con una canzone del genere ci aspettavamo tutti qualcosa di simile ma tutto ciò dura solo fino ad un 1,30 poi cambio di registro. Ora la fotografia e fredda e l’atmosfera in stile Lithium degli Evanescence ma non si fa in tempo ad abituarsi al nuovo genere che passiamo ancora a qualcosa di nuovo e anch’esso scollegato ai precedenti. Si passa poi per un breve stacchetto velocizzato (Time-lapse? O qualunque sia il suo nome) come il video di Ray of Light di Madonna prima di passare al marchio di fabbrica di Morbioli ossia l’uso lame della computer grafica per poi raggiungere l’apice del cattivo gusto con “l’allagamento” che dovrebbe farci tornare in mente un video random di Tiziano Ferro (probabilmente quello sul calcio con sottotesti omoerotici).
Insomma sembra proprio che abbiamo trovato l’equivalente italiano di Sophie Muller. Purtroppo.

mercoledì 31 dicembre 2008

Video 2008

E con questo buon fine anno a tutti:

Bjork
Wonderlust - Bjork diretto da Encyclopedia Pictura
"Il surrealismo del vagabondare"
Apocalyptica
I Don't Care - Apocalyptica feat. Adam Grontier diretto da Lisa Mann
"Metal Musical"
Amanda Palmer
Oasis - Amanda Palmer diretto da Michael Pope
"Dedicato a Sarah Palin"
Kanye West
Flashing Lights - Kanye West diretto da Kanye West e Spike Jonze
"Eros e Thanatos in urban style"
Bloc Party
One Month Off - Bloc Party diretto dai D.A.D.D.Y.
"Non c'è sempre il lieto fine"
Il genio
Pop Porno - Il genio diretto da Stefano Mordini
"Vivre sa vie 2.0"
Lily Allen
The Fear - Lily Allen diretto da Nez
"La deliziosa superficialità"
Hercules & Love Affair
Blind - Hercules & Love Affair diretto da Saam
"La lussuriosa antica grecia elettronica"
Katy Perry
I Kissed a Girl - Katy Perry diretto da Kinga Burza
"Lesbo chic rulez"
Weezer
Pork & Beans - Weezer diretto da Mathew Cullen
"Leave Britney Alone"

Edit:
A grande (!) richesta la playlist con i 10 video. Buona visione.